giovedì 22 novembre 2012

Self Publishing

Leggo qua e là commenti sul self publishing, servizio messo a disposizione fra gli altri dalla Kindle Direct Publishing, che permette a chiunque di pubblicare una propria opera in formato elettronico e distribuirla tramite il portale di Amazon .
Il servizio è totalmente gratuito. Amazon trattiene il proprio compenso nel momento in cui viene venduta una copia. Bene. Molto bene.
È il futuro. Il futuro della lealtà e dell’uguaglianza.
E invece leggo molti pareri negativi che provengono soprattutto da scrittori (mi pareva strano!). Per quale motivo? Boh?
Mi chiedo: ma non deve essere il lettore quello che giudica? Si. E allora lasciamolo giudicare.
Tanto se un autore fa schifo e scrive male, quello non vende di sicuro.
Se leggo ebook di completi sconosciuti pagandoli al massimo 3 euro (ma molti si trovano a 0,99 centesimi) e fanno schifo pace. Ma se spendo 15 euro mi girano le palle e di schifezze a quei prezzi se ne trovano a bizzeffe.
E’ vero che si crea un calderone dove è difficile per il lettore districarsi ed è facile trovare robaccia ma chi se ne frega! Fa parte del gioco, è normale, possono pubblicare tutti, ci saranno delle schifezze di sicuro. Ma lo ripeto, chi ha talento riuscirà comunque a uscirne bene, il passaparola dei lettori è la migliore pubblicità per gli scrittori.
Almeno non ci sono i soliti leccaculo, amici di amici, amici degli editori, amici di agenti letterari e di agenzie, privilegiati vari e per vari motivi che pubblicano sempre e spesso senza meriti.
Ecco la cosa che mi piace del self publishing, tutti partono allo stesso livello. E’ il lettore che giudica. Questa è la filosofia e mi piace.

venerdì 2 novembre 2012

Il regno della notte di Robert Bloch

Los Angeles. Karen non vede suo marito da sei mesi ma una telefonata dalla clinica psichiatrica privata in cui è ricoverato le comunica che Bruce è guarito e può andare a trovarlo prima che venga dimesso. Arrivata alla clinica del dottor Griswold quello che le si presenta davanti è uno spettacolo di morte e sangue. Gli infermieri e gli inservienti sono tutti stati uccisi. Anche il dottor Griswold giace morto con l’elettroschock ancora in funzione.
I pazienti sono tutti scomparsi e uno di loro è un mostro assetato di sangue. Le autorità brancolano nel buio, l’unico paziente che ha un’identità è Bruce, il marito di Karen. Durante la notte altri fatti di sangue si susseguono e tutti sembrano essere collegati al massacro della clinica. Los Angeles è stretta in una morsa di sangue e terrore.

Grazie all’ebook reader Kindle sto riscoprendo autori e libri che non ho in formato cartaceo e che facevo fatica a leggere sul pc. Il regno della notte di Robert Bloch è uno di questi. Un libro che ha qualcosa dello straordinario per come risulta essere attuale nonostante sia del 1972. La struttura, la costruzione degli eventi e l’evolversi della storia sono da manuale. La scrittura è diretta, senza fronzoli, molto cinematografica e proprio per queste caratteristiche il libro ha un buon ritmo. La perfezione è data dalla messa in opera delle scene degli omicidi: superlativi. Sembra di assistere a un film dell’orrore e le scene del libro mi hanno richiamato alla mente sequenze di film come Profondo Rosso, Suspiria, Non si sevizia un paperino. Ottimo Bloch!