domenica 26 febbraio 2012

Mind is a prison you cannot escape - i corti di Silvio Nacucchi

Mind is a prison you cannot escape è il titolo della trilogia di Silvio Nacucchi. I tre cortometraggi che compongono la Trilogia sono: Secluded Lodge, Undesired encounters e We aren’t the same.  

Secluded Lodge è il corto che più degli altri onora il titolo della trilogia. I misteri della mente sono il fulcro di tutta la storia. Un escursionista si addentra nel bosco. Si ferma nei pressi di una casa di montagna, una sorta di rifugio. Prende la borraccia e la svuota per terra. Poi con la scusa di farsela riempire di acqua riesce a antrare nella casa, abitata da una  giovane donna con la sorella. Non tutto è ciò che sembra in questa pellicola e Nacucchi è abile a dosare la tensione con i momenti d’attesa, fino ad arrivare al sorprendente finale. Regia pulita, funzionale alla storia.

In Undesired encounters, il mio preferito, Nacucchi dirige una pellicola diversa dagli altri corti, tanto che non sembra nemmeno girata da un italiano. E' veloce, americana. C'è il deserto come location che è anomalo per una pellicola italiana. In questo corto si respira a pieni polmoni grazie agli esterni. Con Undesired encounters Nacucchi esce fuori dagli schemi e dirige una pellicola dal respiro internazionale. Tre turisti percorrono una lunga strada americana circondati dal deserto. Sono strafatti e si divertono lasciando la strada e addentrandosi nel deserto correndo come pazzi. Qualcosa però urta contro la jeep rendendola impraticabile. Da quel momento in poi si scatena l’inferno.
Selezionato al Clermont Ferrand Film Festival 2012.

In We aren’t the same (Noi non siamo uguali) la regia è affidata a Matteo Zingirian, Silvio Nacucchi produce (in collaborazione con Dolly Bell) e firma la sceneggiatura. Partecipa inltre al corto come attore protagonista. Un disabile mentale e una strana donna si nascondono da qualcuno o qualcosa che li cercano per ucciderli. Ottima prova dei due attori, regia frizzante e, come al solito, storia solida e fulminante.

Silvio Nacucchi è sceneggiatore e produttore di tutti e tre i corti e regista di due (Secluded Lodge, Undesired encounters, prodotti in collaborazione con Illusion snc). In We aren’t the same è addirittura uno degli attori protagonisti.
I diritti dei tre corti sono stati venduti per Usa, Taiwan e Turchia.
I corti che compongono la trilogia mi hanno fatto venire in mente le vecchie puntate del telefilm Ai confini con la realtà. Erano storie brevi, fulminanti, spesso con un finale sorprendente e tutte costruite con abile tecnica, tanto che era difficile distrarsi dalla visione.
I corti di Nacucchi sono così. Non c’è un attimo di tregua. Decollano subito e non lasciano spazio a cali di tensione. Rimani lì, attaccato allo schermo fino alla fine.
Altra nota lieta gli attori. Sono sempre gli stessi in tutti e tre i corti: Andrea Bruschi, Silvia Gorla e Fiorenza Pieri. Sono affiatati, si comportano alla grande e perfetti nei diversi ruoli. Ottimo anche Nacucchi nella parte del disabile mentale.
In Italia ci sono i talenti e ci sono le idee. Manca il coraggio e la voglia di buttarsi. Ma non di gente come Nacucchi che lavora e fa le cose bene. Manca il coraggio dei distributori. Perchè oggi un autore deve scrivere, deve finanziarsi, deve fare il regista e alla fine, porca miseria, deve anche distribuirsi.

Ecco i trailer dei corti di Silvio Nacucchi.


venerdì 10 febbraio 2012

Happy Town - serie tv

Serie televisiva statunitense prodotta nel 2010 e composta da una stagione di 8 episodi.

Haplin, nel Minnesota, è Happy Town, definita così dai suoi cittadini per la tranquillità degli ultimi anni. Ma Haplin non è sempre stata la città felice come tutti vogliono far credere. 12 anni prima,  7 persone scomparirono una ogni anno senza lasciare tracce. Le scomparse furono attribuite a uno spietato serial killer soprannominato The Magic Man che non fu mai trovato. Ora a Haplin c’è stato un omicidio e una donna è scomparsa. Tutti i cittadini iniziano a pensare che, dopo 5 anni di tranquillità, The Magic Man sia tornato. Lo sceriffo Tommy Conroy comincia a indagare sospettando dei suoi amici e dei cittadini di Haplin. Nel frattempo in città arriva una nuova ragazza che cerca risposte sulla sua famiglia. E in città si comincia a far conoscenza di persone alquanto misteriose.

Happy Town non è male. La serie è stata presentata come la nuova Twin Peaks. Un po’ esagerato ma gli ingredienti ci sono tutti, inoltre il finale lascia aperte parecchie cose che avrebbero bisogno di risposte. Pare però che Happy Town sia finita qua. Peccato.