domenica 1 maggio 2011

Wrath of the Crows di Ivan Zuccon

Dopo Nympha e Colour from the Dark (da me sceneggiati) Wrath of the Crows (la rabbia dei corvi) sarà il nuovo film di Ivan Zuccon.

Notizia fresca di qualche giorno, l'annuncio è stato pubblicato su facebook, sulla pagina del regista.
Il film sarà prodotto da Ivan Zuccon e Roberta Marrelli, la sceneggiatura scritta dallo stesso regista e Gerardo Di Filippo e gli effetti speciali affidati alla Crea Fx (Nympha).
Il cast è qualcosa di pazzesco in quanto reciteranno insieme Tiffany Shepis (Nympha) e Debbie Rochon (Colour from the Dark) due reginette dell'horror mondiale, oltre a Tara Cardinal, Michael Segal, Emanuele Cerman, Matteo Tosi, Emmet Scanlan, Gerry Shanahan, Brian Fortune. Le riprese sono programmate per agosto e dureranno per 5 settimane.

Questa la trama: in una sudicia e angusta prigione i detenuti (Larry, Deborah, Hugo, Hernest, Liza) devono sottostare alle ingiustizie perpetrate dal capo delle guardie (l’Ufficiale) e dai suoi aguzzini. Al di sopra di tutti e tutto, però, c’è IL GIUDICE, che nessuno ha mai visto, ma che impone le leggi da rispettare e che è temuto sia dai detenuti che dalle guardie. I prigionieri sanno come devono comportarsi, quali sono le regole da seguire ma non ricordano nulla delle loro vite fuori dalle mura di quella che in realtà è una fortezza. L’unica cosa che ricordano, e che emerge pian piano nel corso della storia è il male commesso per arrivare in quel luogo e che sono imprigionati da tanto tanto tempo. Come apparsa dal nulla un nuovo prigioniero si aggiunge alla compagnia: Principessa. È una bellissima donna vestita soltanto con una pelliccia di piume di corvo, luccicante, profumata, calda. Il nuovo arrivo suscita la curiosità degli altri prigionieri, ma anche invidia, sospetti e profondi turbamenti sessuali. Principessa impiega poco a rivelare la propria natura oscura e soprannaturale, muove gli oggetti col pensiero, ed è dotata di una forza sovrumana.
La fuga è un sogno per i prigionieri che non sanno cosa ci sia al di là delle mura, e nemmeno gli interessa: l’importante è fuggire da quel luogo maledetto. Nemmeno le crude immagini di un incubo proiettato oltre le finestre delle celle li spinge a desistere dal proposito di fuggire, ma non si può fuggire dal passato né da se stessi.
Ben presto infatti si scoprirà che l’intera prigione, all’interno così come al suo esterno, non è altro che un allucinante gioco di specchi, dove la realtà si confonde con l’illusione e dove gli incubi si tramutano in realtà, precipitando i nostri fuggitivi in un vortice di terrore e follia senza fine.

Lessi il soggetto diverso tempo fa e lo trovai molto interessante, sono cambiate diverse cose. Zuccon è molto bravo a lasciar decantare le sue idee e a darle il giusto invecchiamento. Io ho scritto per lui diverse cosette, lo conosco e so che La rabbia dei corvi sarà un film che spacca... Zuccon è tornato! Possibile che in questo cazzo di paese nessuno si è reso conto che l'unico che riesce a portare il cinema horror oltre confine e a far parlare di noi è Ivan Zuccon!

3 commenti:

  1. un grande regista, anzi un grande creatore di film perchè definire Ivan solo un regista è riduttivo: lui è l'esempio massimo della trasformazione del regista che diventa autore,montatore, direttore della fotografia, operatore di macchina... un vero grande direttore d'orchestra del coraggioso cinema indipendente italiano. Solo rispetto per un 'artista così.

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  2. Concordo con te anonimo. Io ci ho lavorato e confermo ciò che dici. Oggi, poi, è difficile fare cinema. Soprattutto in Italia.

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  3. Trovo Zuccon uno dei migliori creatori italiani dell'orrore moderno. I suoi film sono sempre carichi di "perfezione" e cura. Spero vivamente che un giorno gli "spettatori dormienti" si sveglieranno per dare onore ad un regista così geniale!

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