giovedì 14 aprile 2011

Orphan di Jaume Collet-Serra

Kate e John, pur avendo già due figli, decidono di adottare un bambino per sopperire alla perdita del terzo figlio, morto ancora prima di nascere. La decisione arriva in quanto il dolore per quello che è successo sta mandando in crisi il loro rapporto di coppia. Così adottano Esther, una bambina di nove anni, trovata in orfanotrofio. Esther però, con il passare del tempo, si rivela non essere quella bambina dolce e timida come sembrerebbe. La bimba nasconde qualcosa di diabolico e agisce secondo una sua perfida pazzia rendendo la vita familiare di Kate e John un vero inferno.
Orphan è un film che stupisce, una rivelazione. Il film si accosta a quelle pellicole come “Il presagio”, “La maledizione di Damien” che narrano di killer baby. La sceneggiatura di David Johnson , ricavata da un soggetto di Alex Mace, ha un’ossatura forte e resistente. Riesce a depistare e a sorprendere con ottimi colpi di scena, ben dosati dall’inizio alla fine. Il sangue è presente e funzionale alle scene di violenza, mai esagerato. I personaggi sono costruiti ottimamente e prendono sempre più corpo e spessore mano a mano che la storia si porta alla conclusione. La regia di Collet-Serra è ottima, pulita e mai pesante, riuscendo abilmente a creare la giusta attesa e a gestirla in maniera ottimale. Il finale è quanto mai spiazzante e, nella scena rivelazione, riesce a stupire e a strappare un sussurrato: “…cazzo!”. Notevole.

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