sabato 31 dicembre 2011

Il virus dell'odio di David Moody



Danny McCoyne è un comunissimo impiegato comunale e un padre di tre figli piccoli. Odia il posto di lavoro e il suo diretto superiore. Lavora aspettando lo stipendio mensile che è l’unico sostentamento della famiglia. La sua routine è un continuo attendere il fine settimana che puntualmente viene distrutto dai tre figli. Una mattina, mentre si reca sul posto di lavoro, assiste a un episodio di violenza. Un uomo aggredisce un’anziana signora infilzandola con la punta dell’ombrello nello stomaco. Nel giro di pochi giorni i fatti di violenza aumentano in modo esponenziale e assistiamo, con gli occhi di Danny, al collasso della società. Molti individui vengono colpiti da qualcosa ed è come se si trasformassero in animali furiosi e pieni di odio che li spinge a uccidere. In tv queste persone vengono etichettate come  “Hater”, gli odiatori. Danny deve badare alla famiglia e si barrica in casa. L’unico mezzo di comunicazione è la tv ma in poco tempo anche quella cessa di trasmettere. Il cibo comincia a scarseggiare e i bambini hanno fame così Danny deve uscire. Fuori è il caos, ci sono gli Hater. Danny ha paura, paura di ciò che può trovare all’esterno e del virus che chissà, da un momento all’altro potrebbe prendersi qualcuno della sua famiglia.

Avevo riposto molte aspettative in questo libro, m’ispirava.
Qualche giorno fa ero a letto con la febbre e il libro che stavo leggendo non andava giù in nessun modo. Viene il dottore, mi visita. Esito: influenza virale, deve fare il suo corso, cinque giorni, tachipirina per la febbre e aerosol. Getto il libro (quello che non andava giù) e prendo Il virus dell’odio. Ho la febbre e mi ci vuole la medicina, un buon libro è quello che ci vuole.
E’ andata ben oltre le aspettative perchè questo libro è pazzesco, una vera cannonata. Parte lento, come una macchina con poca ripresa ma quando prende ti tira dietro e devi reggerti forte altrimenti cadi. Non annoia mai, David Moody ha le mani miracolate talmente è scritto bene. Efficace la scrittura in prima persona e funzionale alla storia, non poteva essere altrimenti. Durante la lettura mi sono tornati in mente libri come Condominium di Ballard e Nebbia di James Herbert che hanno secondo me affinità con questo romanzo. Ho letto sul web che Il virus dell’odio fa parte di una trilogia. Ma porca miseria, ti pareva. Mi girano perchè siamo in Italia e, a meno che non si parli di Stephen King, le trilogie vanno a farsi benedire. Spero nei tipi di Urania. Voglio anche gli altri.

martedì 13 dicembre 2011

Dexter - serie tv



Serie tv statunitense, prodotta dal 2006. Iniziata in America la settima stagione. Dexter Morgan, all’apparenza un ematologo della polizia di Miami e un cittadino modello, in realtà uno spietato serial killer. Dexter è il serial killer dei serial killer, uccide solo assassini sfuggiti alla legge seguendo un suo particolare codice insegnatogli dal padre (defunto) adottivo Harry Morgan, sergente della polizia di Miami. 

Dexter è la mia serie preferita. Ogni stagione una sorpresa, ne potrebbero fare a migliaia e non smetterei mai di guardarlo. Interpretato magistralmente da Michael C. Hall. La serie è basata sul romanzo La mano sinistra di Dio di Jeff Lindsay.



martedì 6 dicembre 2011

Harper’s Island - serie tv


Serie televisiva statunitense prodotta nel 2009 in una unica stagione.
Nel 2002 il serial Killer John Wakefield uccise sei abitanti di Harper’s Island, tra cui la madre di Abby Mils, figlia dello sceriffo dell’isola. Dopo la morte della madre Abby, allontanata dal padre, si trasferì a Los Angeles. Sette anni dopo, Abby riceve l’invito del matrimonio del suo migliore amico Henry Dunn e per questo motivo ritorna nell’isola. Gli invitati, fra cui Abby, vengono fatti salire in un battello che li porterà sull’isola, dove alloggeranno in un hotel per qualche giorno fino al matrimonio. Gia dal primo giorno i personaggi vengono uccisi uno dopo l’altro.

La serie è stata girata vicino a Vancouver. Mi sono divertito molto a vedere Harper’s Island. È uno slasher che strizza l’occhio ai vari So cosa hai fatto, Scream,  Venerdi 13. C’è una discreta dose di scene splatter. Gli ideatori hanno dosato bene i tanti colpi di scena rendendo la visione davvero gustosa e coinvolgente. Ci si diverte fino alla fine per scoprire chi è l’assassino. Non male.


martedì 29 novembre 2011

The Walking Dead - serie tv



Serie televisiva statunitense prodotta nel 2010. Alla seconda stagione.

L‘agente di polizia Rick Grimes si risveglia dal coma dopo alcune settimane e si ritrova catapultato in un incubo. Nei giorni di coma il mondo in cui viveva è drasticamente cambiato e il pianeta è invaso da un'orda di zombie. Gli eventi lo portano a guidare un gruppo di sopravvissuti di città in città in cerca di un posto tranquillo, sfuggendo dai morti viventi, in un mondo ormai senza regole.

La serie è basata sulla omonima serie a fumetti scritta da Robert Kirkman e disegnata da Tony Moore e Charlie Adlard. Creata dal regista Frank Darabont.
The Walking Dead è una manna caduta dal cielo. Una serie post apocalittica in un mondo straboccante di zombie… Wow! Splatter, gore ma anche sentimenti, azione, paura. The Walking Dead è tutto questo.


giovedì 24 novembre 2011

Rot & Ruin di Jonathan Maberry


Benny Imura ha compiuto quindici anni e deve assolutamente trovarsi un lavoro altrimenti gli verrà dimezzata la razione quotidiana di cibo. Questa è una delle regole di Mountainside, il paese fortificato in cui vive Benny. Oltre la recinzione c’è l’area vasta e selvaggia di Rot & Ruin popolata dagli zombie. Sono passati 14 anni dall’avvento dei morti viventi e Benny Imura vive insieme al fratello Tom, cacciatore di zombie, considerato da tutti un eroe ma non da lui che lo considera un codardo in quanto lo ritiene responsabile della morte dei propri genitori. Benny è costretto a lavorare con il fratello come cacciatore di zombie e si avventura con lui nel regno di Rot & Ruin. Gli si aprirà un nuovo mondo, cambierà il suo rapporto con il fratello, conoscerà il suo passato e quello che davvero succede in questa terra desolata. Perché Rot & Ruin non è solo la terra degli zombi ma anche quella di rinnegati assassini a caccia di bambini, di Gameland e della Lost Girl.

Rot & Ruin di Jonathan Maberry è un romanzo notevole, veramente bello che merita di essere letto da tutti, anche dai non amanti dell’horror, tante sono le emozioni che trasmette. È chiaramente un horror, visto il tema che tratta, ma è anche un romanzo di formazione e un dramma familiare. Maberry è riuscito a creare dei personaggi credibili e avvincenti, inoltre scrive bene e riesce a trasmettere forti emozioni in maniera egregia. Nonostante alcuni spunti risultano prevedibili è comunque un dovere leggere questo libro. Il finale è bellissimo e carico di emozioni. Rot & Ruin è il libro che apre la collana Odissea Zombie della casa editrice Delos Books.

domenica 13 novembre 2011

The Lost Room - serie tv


È una miniserie televisiva statunitense prodotta nel 2006. Una unica serie composta da 3 episodi di circa 2 ore l’uno.
Il detective Joe Miller viene in possesso di una misteriosa chiave. Questa chiave è magica e consente di aprire qualunque porta e di condurre il possessore in una misteriosa stanza di un motel degli Stati Uniti. In questa stanza si dice che sia morto Dio e una parte del suo potere è rimasta attaccata a tutti gli oggetti presenti nella camera del motel. Questi Oggetti hanno così acquisito dei poteri: la penna può bruciare vive le persone, la limetta per le unghie stenderle e addormentarle ecc. Nessuno sa di preciso dove siano questi Oggetti e quanti siano, molti di essi sono in mano a collezionisti che farebbero di tutto per averne il più possibile. Joe ha con sé l’Oggetto più importante e prezioso, la chiave che consente di entrare nella stanza del motel e di uscire in qualunque posto lo desideri. Purtroppo la figlia del detective Miller rimane chiusa nella stanza del motel senza chiave rimanendo imprigionata in un luogo sconosciuto. Joe a questo punto dovrà fare di tutto per ritrovare sua figlia.
The lost room è una miniserie bellissima, nata e morta lì anche se c’erano notizie che riferivano di una possibile produzione di una vera e propria serie televisiva. Il detective Joe Miller è interpretato magistralmente da Peter Krause (Six feet under). Grosso lavoro di sceneggiatura e di regia che rende la visione avvincente e che non annoia mai. 


mercoledì 2 novembre 2011

Breaking Bad - serie tv


 Serie tv statunitense, prodotta dal 2008 e ideata da Vince Gilligan. Terminata la quarta stagione.
Walter White è un professore di chimica riservato e pacato che insegna in una scuola di Albuquerque nel Nuovo Messico. Vive con la moglie Skyler, incinta di una bimba e il figlio Walter Jr., nato con una deficienza agli arti inferiori. Un giorno gli viene diagnosticato un cancro non operabile ai polmoni e gli vengono dati due anni di vita. Da quel giorno la sua vita cambia. Sfrutta le sue conoscenze di chimica per cucinare metanfetamine insieme a un suo ex allievo Jesse Pinkman che lo aiuta a entrare nel mondo del traffico di droga. Tutto per assicurare un futuro economico alla sua famiglia.

Breaking Bad è uno sballo. Bryan Cranston (Walter White) è eccezionale e lo stesso vale per Aaron Paul (Jesse Pinkman). Gli episodi sono ricchi di tensione e di humor nero. Il finale della quarta stagione è qualcosa di straordinario. La serie ha ricevuto ottime recensioni da parte della critica, grazie a una sceneggiatura di ferro, alla regia e alle interpretazioni dei protagonisti. Ha vinto sei Emmy Award, tre Saturn Award e un Writer’s Guild Award. Snobbato quasi in Italia… mah! 


sabato 29 ottobre 2011

Dead Set - serie tv


Miniserie di 5 puntate, la prima di 45 minuti, le altre 4 di 25 minuti circa. Produzione inglese del 2008.

Un’epidemia trasforma i morti in zombie e nel giro di qualche ora il mondo piomba nel caos. Tutto questo succede durante l’ultima puntata del Grande Fratello e pare che gli unici sopravvissuti siano proprio i concorrenti che, fra l’altro, sono del tutto ignari di quello che sta succedendo fuori dalla casa. A dare loro la notizia è Kelly, assistente del produttore. La casa del Big Brother diventerà ben presto il rifugio per quei pochi sopravvissuti all’assalto dei morti viventi.
Dead set è una vera e propria bomba, uno spettacolo nello spettacolo. Tutto è portato all’estremo e all’esasperazione. Dead set è l’esaltazione del sangue, delle budella, della violenza, del politicamente scorretto, della tv spazzatura dei reality (Big Brother), dei personaggi cinici e avidi che pensano solo al successo. Gli inglesi hanno il merito di essere stati i primi a riportare gli zombie in tv, prima di The Walking Dead. Vera chicca trasmessa in Inghilterra dal canale E4 (lo stesso di Misfits) e due anni dopo da MTV in Italia.
Prossimamente, pare a settembre 2012, verrà trasmesso su bonsai tv.

Il trailer di Bonsai tv, della serie Dead set:

lunedì 26 settembre 2011

La voce dentro di Sara Gran

A prima vista quella di Amanda sembra una vita perfetta: una carriera di architetto davanti, un compagno ideale al proprio fianco, un loft delizioso. La sua quotidianità, che è ciò che ha sempre voluto,  a un certo punto si sfalda e la donna comincia il suo drammatico percorso verso la distruzione sua e di chi le sta intorno. Una voce dentro le comincia a sussurrare delle cose, la coccola, la sprona a fare cose che prima non avrebbe mai pensato di fare. Una voce che si rivela essere quella di Naama, la seconda sposa di Adamo, l’essenza dello spirito femminile.

Considero la voce dentro come il miglior testo che narra di possessione. Il libro si legge tutto d’un fiato, la scrittura è fluida, veloce, i capitoli sono brevi e portano avanti la storia senza punti morti. Sara Gran affronta la possessione in maniera del tutto originale, aperta a tanti punti di riflessione.
Amanda, la protagonista, è davvero posseduta dal demone di Naama o sta diventando pazza? Oppure soffre dello sdoppiamento di personalità?
Adoro questo libro.

martedì 9 agosto 2011

Undead men di Daniele Statella e Alessia Di Giovanni

Se vi piace il genere western, l’horror e la commedia, Undead men è il film che fa per voi. Se poi come me, adorate anche quelle simpatiche creature non morte chiamate zombi allora il gioco è fatto. Undead men contiene tutti questi ingredienti.
Undead men è un film indipendente low budget, girato sulle rive del Sesia, a Vercelli e provincia, per la regia di Daniele Statella e Alessia Di Giovanni. La sceneggiatura è scritta da Andrea Cavaletto (sceneggiatore di Dylan Dog) e Alessia Di Giovanni, gli effetti speciali sono di Sergio Stivaletti e la colonna sonora è di Manuel De Sica. Il cast è composto da Marco Silvestri, uno dei Pali & Dispari, il duo comico visto a Zelig, Elena Di Cioccio (stracult), Dafne Niglio, Chiara Mazzi. Nel film c’è anche un piccolo cameo del disegnatore di Dylan Dog e Tex, Claudio Villa.
Il film è attualmente in post produzione e l’uscita è prevista per ottobre.
Per ora godiamoci il trailer.

domenica 7 agosto 2011

Wrath of the Crows di Ivan Zuccon - Set report

Sono iniziate da qualche giorno le riprese del nuovo film di Ivan Zuccon, Wrath of the Crows.

Segnalo una bella iniziativa che Zuccon di solito ama fare: il diario di bordo.
Sul sito dello Studio Interzona, la casa di produzione di Ivan Zuccon, il regista con la collaborazione di Craig Mullins, pubblicano il diario del film, giorno per giorno.

Quindi se volete essere informati su Wrath of the Crows, su come procedono le riprese, le location, curiosità, non dovete fare altro che cliccare qui.
Il diario è in inglese.

Volevo segnalare inoltre il sito Unfilmable.com di Craig Mullins, incentrato sulla figura di H.P. Lovecraft, che collabora con Zuccon alla stesura del diario.

lunedì 1 agosto 2011

Devil di John Erick Dowdle


Cinque sconosciuti, tre uomini e due donne, si ritrovano bloccati all’interno di un ascensore di un grattacielo. Il reparto di sicurezza del grattacielo interviene calmando i cinque occupanti che vedono con videocamere collegate all’ascensore e promettendo loro un intervento rapido e efficace. Ma qualcosa di oscuro ferma in ogni modo gli aiuti. Nell’ascensore va via la luce e quando ritorna, uno di cinque è morto. C’è un disegno ben preciso in tutti gli avvenimenti misteriosi che si succedono e qualcosa di oscuro è fra di loro.
Non male davvero questo Devil. Ottimo il lavoro di sceneggiatura da parte di Brian Nelson (30 giorni di buio) che sviluppa un soggetto di M. Night Shyamalan in maniera semplice ma eccellente. Buona anche la regia di John Erick Dowdle (Quarantena) che costruisce una pellicola fatta di attese ben congeniate. Sappiamo che uno dei cinque è il diavolo, suggerito dal titolo e dagli eventi, e questo rende ancora di più partecipe lo spettatore nello scorrere la pellicola. Bello il finale, grazie anche all’ottimo lavoro di sceneggiatura. 80 minuti di film vero, che non deludono.

venerdì 29 luglio 2011

La morte ha sorriso all'assassino di Aristide Massaccesi

Una bella donna di nome Greta viene più volte riportata in vita, con formule magiche, dal fratello, che la ama in modo morboso. La donna zombi giunge in carrozza nei pressi di una villa. Qui ha un incidente (con tanto di cocchiere con le budella di fuori) e verrà ospitata dai nobili abitanti della casa. Sia il padrone di casa che la moglie s'innamorano della giovane appena arrivata. Greta verrà murata viva poi dalla moglie, perchè non corrisposta. Lei tornerà di nuovo in vita e sterminerà l'intera famiglia (cameriere compreso) e il fratello. Piccola parte per il grande Klaus Kinski che interpreta il dottor Sturges: lui visita Greta nella villa e si rende conto dello stato di non vita della donna. Verrà eliminato da una mano misteriosa. Per tutta la vicenda un attonito poliziotto cercherà inutilmente di risolvere il caso.

E' il debutto di Aristide Massaccesi (più conosciuto come Joe D'Amato) alla regia, in un film che finalmente può considerare completamante suo e anche l'unico ad essere firmato col suo vero nome. È un erotico-horror definito da "Segno Cinema" il primo splatter romantico." La morte ha sorriso all'assassino", in definitiva, è un film piacevole che riscatta il suo andamento lento nel finale, quando Greta torna in vita e fa una vera e propria strage. Memorabile la scena del ballo in maschera, dove la donna che aveva murato viva Greta, attorniata da ballerini, cerca di riconoscere le persone senza che queste ultime si sfilino la maschera. Dopo aver indovinato un bel po' di persone tocca ad una strana signora che si rivela poi essere Greta. Panico totale.



mercoledì 20 luglio 2011

Colour from the dark al cinema!

Colour from the dark al cinema, eh già... ma non in Italia che credevate. Ebbene il film uscirà nelle sale dell'India, nella Bollywood.





Scheda Film:


Colour from the dark (2008)


Regia: Ivan Zuccon


Sceneggiatura: Ivo Gazzarrini


Produzione: Studio Interzona, Italia.




Cast: Debbie Rochon, Matteo Tosi, Michael Segal, Alessandra Guerzoni, Gerry Shanahan, Marysia Kay, Emmet j. Scanlan, Eleanor James

domenica 3 luglio 2011

Non censurate internet



Come sapete il 6 luglio l’AgCom voterà una delibera con cui si arrogherà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice.
Cosa si può fare?
Andare alla pagina di Agorà Digitale in cui sono raccolti tutti i link, le iniziative e le proposte dei cittadini;
Firmare e diffondere la petizione sul sito di Avaaz.
Partecipare e invitare tutti i tuoi amici a “La notte della rete“, dal 5 luglio sera: quattro ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti.
Partecipare a una delle manifestazioni che si stanno a preparando a Roma e in diverse città.
Se sei un blogger infine scrivi un post, usando il logo sopra e riportando i link qui sopra, diffondendolo il più possibile tra amici e conoscenti.

mercoledì 8 giugno 2011

Malefique di Eric Vallette

Un imprenditore viene rinchiuso in carcere per loschi affari. Viene assegnato a una cella che ospita altri tre elementi, un trans con problemi d’identità, un fuori di testa che mangia tutto quello che trova, dentro per aver mangiato la sorella e un ex professore che ha ammazzato la moglie. Un giorno l’imprenditore trova dietro un mattone, per puro caso, un diario pieno di simboli e testi che all’apparenza sembrano formule magiche. I quattro scoprono che il diario apparteneva a un carcerato che era riuscito a evadere grazie alle formule presenti in esso e a svanire nel nulla. I detenuti decidono di usare il diario per evadere dal carcere.
Malifique è senza dubbio un horror molto interessante oltre ad essere girato e strutturato bene. Essendo un film del 2002 può essere considerato una sorta di precursore del movimento horror francese. Alta tensione, Calvaire, The Horde per citarne solo alcuni sono arrivati tutti dopo.
Tutto ambientato all’interno di una cella di un carcere, Malefique ha nei suoi punti di forza i dialoghi, sopra le righe e molto curati, personaggi caratterizzati ottimamente e, nonostante sia girato all’interno di un’unica location non annoia mai. Infatti, lode al regista e allo sceneggiatore, in questa pellicola non sai mai cosa aspettarti e quello che succede non te l’aspettavi. Si perde un po’ nel finale, comunque godibile. Malefique è un horror di tutto rispetto, strano, misterioso, grottesco, claustrofobico, lovecraftiano… da vedere.

mercoledì 1 giugno 2011

Hard Candy di David Slade

Hayley Stark è una ragazza di 14 anni. Come tanti adolescenti ama frequentare le chat ed è proprio mentre chatta che conosce il trentenne fotografo Jeff. Dopo giornate di chat, Jeff e Hayley s’incontrano di persona, dandosi appuntamento in un noto locale. Il fotografo si dimostra molto gentile con lei e la invita a casa sua. La ragazzina si dimostra particolarmente intraprendente, accetta alcolici, è curiosa del lavoro di Jeff tanto da farsi fotografare. La storia prende tutta una via diversa da quella che si poteva pensare. La ragazza stordisce il fotografo con una droga e inizia a torturarlo fisicamente e psicologicamente. Tutte le mosse di questa moderna Cappuccetto Rosso (Hayley indossa una felpa rossa con cappuccio) hanno un preciso fine che verrà svelato con il passare del tempo e nel finale. C’è uno sconvolgente scambio di ruoli: Cappuccetto Rosso diventa carnefice e il lupo (Jeff) la vittima.
Hard Candy è un thriller del 2005 diretto da David Slade. Il film non è mai uscito nelle sale italiane ma solo a noleggio tre anni dopo grazie alla
01 Distribution. La pellicola è stata molto apprezzata vincendo diversi premi, uno dei quali vinto da Ellen Page (la protagonista) come miglior attrice al Austin Film Critics Awards nel 2006. Ellen Page, in Hard Candy è davvero perfetta. Il film è curioso e, escludendo la parte iniziale girata in un locale, il resto del film è tutto girato nella casa del fotografo. Inoltre, a parte la comparsa di altri due personaggi, gli interpreti sono due, Ellen Page nella parte di Hayley e Patrick Wilson nella parte di Jeff. Nonostante una sola location e due attori la storia non è mai noiosa. Gli attori, bravissimi, calati perfettamente nella parte. La sceneggiatura regge fino alla fine con un crescendo di tensione e spiazza in alcune scene. Merita la visione e avrebbe meritato di più se si pensa che si vedono certi abomini al cinema!

martedì 24 maggio 2011

Apocalisse Z di Manel Loureiro

È un avvocato di trent’anni e vive a Pontevedra in una cittadina della Galizia in Spagna. Un giorno apprende dalla televisione, insieme ad altre notizie, quella di un attentato terroristico in Russia. Notizia come se ne sente tante di questi periodi. Nei giorni successivi la situazione in Russia peggiora drasticamente, le notizie sono sempre più confuse e di li a poco lo Stato sovietico annuncia la chiusura delle proprie frontiere. Nel giovane si insinua il dubbio che le autorità nascondano qualcosa di spaventoso. Passano i giorni e anche gli Stati Europei chiudono le frontiere, le notizie che arrivano sono sempre più sconvolgenti. Le autorità impongono la legge marziale. Le città sono in quarantena. Le televisioni, internet, ogni mezzo di comunicazione cessa di esistere. L’elettricità, l’acqua potabile vengono a mancare. E anche nella sua Pontevedra, nel suo quartiere, arrivano coloro che hanno causato tutto questo casino: arrivano i morti viventi. Il giovane avvocato è solo, in compagnia del suo gatto Lucullo, rinchiuso nella sua casa e fuori ci sono loro, gli zombie. Ben presto i viveri cominciano a scarseggiare e lui deve prendere una decisione, non può più stare lì o morirà di fame di sicuro. Ci sarà fuori qualcun altro superstite? Che ne sarà del mondo? Il giovane avvocato deve uscire di casa…
E vampiri di qua e vampiri di là e gli zombi? Et voilà: Apocalisse Z di Manel Loureiro, una manna caduta dal cielo per noi estimatori dei cari morti viventi. In libreria è uscito mesi fa anche il seguito Apocalisse Z - I giorni oscuri.
Non molto è stato pubblicato sui morti viventi, rammento la trilogia di David Wellington, che tratta di zombi in America, in Italia c’è stata recentemente Chiara Palazzolo con i sopramorti ma sembrano più supereroi che morti viventi e il buon Joe Arden con Maniax, ormai introvabile. Gli zombi di Manel Loureiro sono quelli classici di Romero, di Lucio Fulci, ma soprattutto sono in Spagna, nella nostra Europa e ci fa sentire più vicino a loro e proprio per questo, ci insinua un brivido di terrore in più lungo la schiena. Loureiro è, come il protagonista del suo libro, un avvocato che vive a Pontevedra. Curiosa la storia di Apocalisse Z. Pubblicata per la prima volta a puntate nel suo Blog (Manel è sempre stato un appassionato di horror e zombie) nel 2005 riscuote un incredibile successo, i dati presi su internet parlano di 3 milioni di contatti. Poi il libro stampato. In Spagna si parla di un caso editoriale, Apocalisse Z entra subito in classifica. La storia è raccontata in prima persona sotto forma di diario. È carica di tensione, di auto ironia che non guasta mai e ha un buon ritmo. Ci si affeziona subito al personaggio e lo si ama immediatamente in quanto assomiglia a noi, è uno di noi. Il libro lo consiglio a tutti…e se fosse questo l’apocalisse? La fine del mondo tanto cantata dai giullari della tv?

sabato 21 maggio 2011

Endas International Screenplay competition

La realizzazione di un grande film necessita di una grande storia e scrivere una sceneggiatura non è cosa che si improvvisa, occorre talento, volontà e fatica. Lo sceneggiatore non è solo uno scrittore, ma anche un cineasta e, come tale, non deve solo rincorrere parole, ma anche immagini. Queste frasi le ho prese in prestito dal sito dell’ENDAS INTERNATIONAL SCREENPLAY COMPETITION… Parole sante!
Tutti gli aspiranti sceneggiatori hanno tempo fino al 30 giugno 2011 per presentare il proprio script e partecipare all’ENDAS INTERNATIONAL SCREENPLAY COMPETITION.
Giunto alla V edizione, il premio ha come obiettivo quello di scoprire sceneggiatori per farli conoscere all’industria cinematografica e di favorire lo sviluppo artistico del cinema attraverso la scoperta appunto, di nuovi sceneggiatori innovativi e creativi.
L’ENDAS INTERNATIONAL SCREENPLAY COMPETITION è promosso dall’ENDAS, ente nazionale non-profit sorto con il fine di promuovere lo sviluppo dello sport e della cultura, con il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali, Comune di Genova, Provincia di Genova, Regione Liguria.
La premiazione avverrà nel mese di novembre 2011, il vincitore del primo premio, il The Best Script riceverà 1000,00 euro. Verranno proclamati anche i premi categorie (200,00 euro) che consisteranno in: drammatico/horror/thriller, azione/avventura/guerra/fantascienza/fantasy, commedia e altro (altri generi non menzionati nelle categorie – es. animazione).
Sul sito dell'ENDAS EXPO potete trovare il regolamento per partecipare al premio, notizie sulle precedenti edizioni, foto e interviste.

venerdì 6 maggio 2011

Anche questo è horror!

Ci sono stati, nel mese di aprile con decorrenza gennaio 2011, gli “aumenti” contrattuali del settore commercio. Per fare un esempio il 4° livello a settembre 2010 (data degli ultimi aumenti delle aziende commerciali) aveva una retribuzione mensile totale (paga base+contingenza+3°elem.) pari a euro 1.447,75. Con le nuove tabelle il 4° livello a gennaio 2011 è pari a euro 1.457,75 con un aumento pari a euro 10,00. Wow! A questi dipendenti del commercio gli hanno dato davvero un bello aumento… in culo alla crisi.

Ma non è tutto. Con il nuovo accordo, sottoscritto da Confcommercio – Fiscascat/Cisl – Uiltucs/Uil sono state modificate anche altre cose peggiorando ulteriormente le cose per i poveri dipendenti del commercio. La Filcams/cgil, va detto che, non ha sottoscritto l’accordo perché lo giudica peggiorativo. Non so cosa ci sia sotto. Non hanno sottoscritto l’accordo però intanto è entrato in vigore. Mah! Vado un attimo a lavarmi le mani e proseguo dopo…

Tornando alle cose peggiorative per i poveri dipendenti delle aziende commerciali ecco che arriviamo alle malattie. Il trattamento economico di malattia prevede che a decorrere dalla data di sottoscrizione dell’accordo 01/04/2011, nel corso di ciascun anno di calendario, la quota di integrazione azienda per i primi 3 giorni di malattia viene corrisposta in misura del 100% per i primi due eventi morbosi, del 66% per il terzo evento e il 50% per quarto evento e cessa di essere corrisposta a partire dal quinto evento. Per le malattie certificate con prognosi iniziale non inferiore a 12 giorni viene sempre pagata il 100%, quindi se vi ammalate dovete costringere il vostro medico a farvi dare un bel paio di settimane di malattia.

Se non è horror questo ditemi voi che cosa è.

domenica 1 maggio 2011

Wrath of the Crows di Ivan Zuccon

Dopo Nympha e Colour from the Dark (da me sceneggiati) Wrath of the Crows (la rabbia dei corvi) sarà il nuovo film di Ivan Zuccon.

Notizia fresca di qualche giorno, l'annuncio è stato pubblicato su facebook, sulla pagina del regista.
Il film sarà prodotto da Ivan Zuccon e Roberta Marrelli, la sceneggiatura scritta dallo stesso regista e Gerardo Di Filippo e gli effetti speciali affidati alla Crea Fx (Nympha).
Il cast è qualcosa di pazzesco in quanto reciteranno insieme Tiffany Shepis (Nympha) e Debbie Rochon (Colour from the Dark) due reginette dell'horror mondiale, oltre a Tara Cardinal, Michael Segal, Emanuele Cerman, Matteo Tosi, Emmet Scanlan, Gerry Shanahan, Brian Fortune. Le riprese sono programmate per agosto e dureranno per 5 settimane.

Questa la trama: in una sudicia e angusta prigione i detenuti (Larry, Deborah, Hugo, Hernest, Liza) devono sottostare alle ingiustizie perpetrate dal capo delle guardie (l’Ufficiale) e dai suoi aguzzini. Al di sopra di tutti e tutto, però, c’è IL GIUDICE, che nessuno ha mai visto, ma che impone le leggi da rispettare e che è temuto sia dai detenuti che dalle guardie. I prigionieri sanno come devono comportarsi, quali sono le regole da seguire ma non ricordano nulla delle loro vite fuori dalle mura di quella che in realtà è una fortezza. L’unica cosa che ricordano, e che emerge pian piano nel corso della storia è il male commesso per arrivare in quel luogo e che sono imprigionati da tanto tanto tempo. Come apparsa dal nulla un nuovo prigioniero si aggiunge alla compagnia: Principessa. È una bellissima donna vestita soltanto con una pelliccia di piume di corvo, luccicante, profumata, calda. Il nuovo arrivo suscita la curiosità degli altri prigionieri, ma anche invidia, sospetti e profondi turbamenti sessuali. Principessa impiega poco a rivelare la propria natura oscura e soprannaturale, muove gli oggetti col pensiero, ed è dotata di una forza sovrumana.
La fuga è un sogno per i prigionieri che non sanno cosa ci sia al di là delle mura, e nemmeno gli interessa: l’importante è fuggire da quel luogo maledetto. Nemmeno le crude immagini di un incubo proiettato oltre le finestre delle celle li spinge a desistere dal proposito di fuggire, ma non si può fuggire dal passato né da se stessi.
Ben presto infatti si scoprirà che l’intera prigione, all’interno così come al suo esterno, non è altro che un allucinante gioco di specchi, dove la realtà si confonde con l’illusione e dove gli incubi si tramutano in realtà, precipitando i nostri fuggitivi in un vortice di terrore e follia senza fine.

Lessi il soggetto diverso tempo fa e lo trovai molto interessante, sono cambiate diverse cose. Zuccon è molto bravo a lasciar decantare le sue idee e a darle il giusto invecchiamento. Io ho scritto per lui diverse cosette, lo conosco e so che La rabbia dei corvi sarà un film che spacca... Zuccon è tornato! Possibile che in questo cazzo di paese nessuno si è reso conto che l'unico che riesce a portare il cinema horror oltre confine e a far parlare di noi è Ivan Zuccon!

venerdì 22 aprile 2011

La notte eterna del coniglio di Valerio Boserman

Ho visto La notte eterna del coniglio grazie al regista che lo ha reso disponibile on-line per il download qui. Appena ho saputo che avrebbero girato un film tratto dal romanzo omonimo di Giacomo Gardumi i miei sensi hanno cominciato a pizzicare come quelli di spiderman, fino al momento in cui, dopo la visione del film si sono calmati, appagati e felici. Che tristezza però vedere altri film al cinema o distribuiti per il mercato homevideo e sapere che questo non riesce a trovare una distribuzione, nonostante ci sia dietro una produzione (Rai cinema, Aks Productions, Lumiq Studios di Torino) di un certo livello. Ma siamo in Italia, il mercato lo fanno i distributori, i grandi nomi e vabbè…
La trama: quattro nuclei familiari sono sopravvissuti a una catastrofe nucleare, che pare abbia devastato l’umanità, e hanno trovato rifugio all’interno di quattro bunker in collegamento audio/video fra di loro. Oltre a parlarsi e vedersi possono anche, grazie a delle telecamere installate all’esterno, controllare la superficie. I viveri scarseggiano in quanto la maggior parte del cibo è scaduta o in procinto di scadere e la speranza di vedere arrivare i soccorsi diminuisce col passare dei giorni. Improvvisamente in uno dei bunker si cominciano a sentire dei rumori provenire dall’esterno, come se qualcuno o qualcosa bussasse alla porta. Durante la notte un coniglio gigante penetra nel rifugio e fa un massacro in diretta video. Dopo qualche giorno un altro rifugio sente il rintocco sul portellone.
Il film parte in sordina e devo dire che l’impatto iniziale è stato strano. Dopo qualche minuto di visione scuoto la testa con un sussurro: “mah!” Sono perplesso, gli attori mi convincono poco, un comico che fa il serio, i dialoghi ancora meno… Dopo poco cambia tutto e non riesco più a staccare gli occhi dal video. Il ritmo si fa serrante, gli attori sembrano fondersi con gli eventi, sembrano patire la condizione in cui sono costretti a vivere in maniera del tutto naturale e convincente. “Cazzo!” Mi dico “questo è un gran film!” Nel momento in cui entra in scena il coniglio è tutto un crescendo di tensione e paura. Il film è ambientato all’interno di un unico rifugio e alcune immagini le vediamo dal video del rifugio stesso. Il regista Valerio Boserman fa il suo lavoro con mestiere e riesce a costruire momenti di sana tensione e paura gestendoli alla grande. Il coniglio è spettacolare: è un coniglio, con il suo musetto lungo e nella sua semplicità fa paura. Michelangelo Pulci, il comico, molto bravo in una parte drammatica, insolita per lui, una bella sorpresa. In conclusione un ottimo film, da vedere assolutamente in quanto sono queste pellicole che ti fanno sperare e che ti fanno pensare che allora il cinema italiano ha ancora qualcosa da dire.

martedì 19 aprile 2011

On air - Cinephagus

Splatter, horror, slasher, noir, cappelloni, spaghetti western, poliziotteschi, commedie sexi. Questo è il cinema di genere e di questo cinema, spesso chiamato di serie B, ne parla Cinephagus, programma radiofonico che va in onda ogni martedì e venerdì alle ore 14.00 su radio Radicchio.
Già il nome della trasmissione è evocativo e ricorda un film horror/splatter del 1980 diretto dal regista Joe D'Amato (Aristide Massaccesi) dal titolo Antropophagus.
Film come Martin - Wampyr (Romero), Apocalypse domani (Antonio Margheriti), Non si sevizia un paperino (Lucio Fulci), solo per citarne alcuni, vengono ricordati e celebrati in questa trasmissione, grazie a Michele Baldini e Enrico Prosperi, gli ideatori e speaker del programma radiofonico.
Gli autori si definiscono due che non sono critici, non sono registi, non sono professori, ma solo modesti e sinceri (e spesso nostalgici) grandi amatori di questo cinema che si sta perdendo. Enrico e Michele, con Cinephagus, ci ricordano che per fare del buon cinema non servono soldi a palate ma delle grandi idee e tanta passione.
Non mi resta che augurare un grande in bocca al lupo a questi due “non critici” (per fortuna)… il genere ha bisogno di gente come loro.

giovedì 14 aprile 2011

Orphan di Jaume Collet-Serra

Kate e John, pur avendo già due figli, decidono di adottare un bambino per sopperire alla perdita del terzo figlio, morto ancora prima di nascere. La decisione arriva in quanto il dolore per quello che è successo sta mandando in crisi il loro rapporto di coppia. Così adottano Esther, una bambina di nove anni, trovata in orfanotrofio. Esther però, con il passare del tempo, si rivela non essere quella bambina dolce e timida come sembrerebbe. La bimba nasconde qualcosa di diabolico e agisce secondo una sua perfida pazzia rendendo la vita familiare di Kate e John un vero inferno.
Orphan è un film che stupisce, una rivelazione. Il film si accosta a quelle pellicole come “Il presagio”, “La maledizione di Damien” che narrano di killer baby. La sceneggiatura di David Johnson , ricavata da un soggetto di Alex Mace, ha un’ossatura forte e resistente. Riesce a depistare e a sorprendere con ottimi colpi di scena, ben dosati dall’inizio alla fine. Il sangue è presente e funzionale alle scene di violenza, mai esagerato. I personaggi sono costruiti ottimamente e prendono sempre più corpo e spessore mano a mano che la storia si porta alla conclusione. La regia di Collet-Serra è ottima, pulita e mai pesante, riuscendo abilmente a creare la giusta attesa e a gestirla in maniera ottimale. Il finale è quanto mai spiazzante e, nella scena rivelazione, riesce a stupire e a strappare un sussurrato: “…cazzo!”. Notevole.

mercoledì 6 aprile 2011

Arriva Lupin III - The Fan Movie


Il regista Gabriel Cash ha deciso di stupirci con la sua ultima fatica. Stiamo parlando del mitico ladro gentiluomo Lupin III. Le prime sequenze del film Lupin III – The fan movie che girano su youtube nel teaser trailer sono davvero interessanti e appetibili.
Il film è un progetto non-profit, finanziato dai fan, interamente girato a Roma. Gabriel Cash si è ispirato alla seconda serie, quella con “giacca rossa” e ha preso il meglio di tutte le stagioni. Già dal trailer si nota che il regista è rimasto fedele alla serie animata mostrando quegli atteggiamenti che caratterizzavano i personaggi. Le sequenze e le foto che girano su internet sono stupefacenti. La somiglianza degli attori è sorprendente, uno dei punti forti della pellicola. E se Gabriel Cash riuscirà, come rivela in una intervista, ad avere come doppiatori gli stessi che hanno dato voce ai film di Lupin negli ultimi anni il gioco è fatto davvero.

giovedì 31 marzo 2011

Una notte da leoni di Todd Phillips

Definire capolavoro un film è rischioso. Nel senso che, la parola “capolavoro”, pare debba essere usata solo da critici cinematografici e appartenere a determinati generi.
Una notte da leoni, per me, è un capolavoro.
Quattro amici si recano a Las Vegas per festeggiare l’addio al celibato di uno di loro, Doug. La mattina dopo si svegliano nella loro stanza d’albergo, una suite, senza ricordarsi nulla di quello che è avvenuto la notte prima. Sono sconvolti, la camera è completamente distrutta, c’è un pennuto che scorrazza per la stanza, una tigre rinchiusa nel bagno, un bebè dentro lo sgabuzzino ma la cosa peggiore è che colui che doveva sposarsi, Doug, è scomparso. I tre amici rimasti devono assolutamente ritrovare Doug per riportarlo in tempo per il matrimonio e per fare ciò dovranno scoprire cosa hanno combinato la notte prima.
Capolavoro, dicevo. La pellicola è perfetta, un Film sotto tutti i punti di vista. Come sappiamo un film è il risultato finale di tante lavorazioni, si parte con l’idea, il soggetto, una scaletta, la sceneggiatura, c’è il casting, scenografia, fotografia, regia, montaggio, musica… tutto in questo film funziona alla grande. È un mix micidiale che si fonde e si confonde e da vita a questo Una notte da leone che è una cosa unica e perfetta.
L
a sceneggiatura è da manuale, il punto forte. La regia si fonde micidialmente col susseguirsi degli eventi, il montaggio è azzeccato, il ritmo della pellicola è veloce. Il film è divertente dall’inizio alla fine. L’inizio, cazzo, sembra quasi un thriller con le riprese di Las Vegas e quella musica che non sembra nemmeno appropriata a una commedia, ti spiazza pure quella. Gli attori dei fenomeni, perfettamente calati nella parte. Durante la visione (non oso dirvi quante volte l’ho visto) sembra di essere con loro, con i protagonisti, che, come noi, non sanno che diavolo sia successo quella dannata notte. E con loro ricostruiamo quello che è accaduto, fino al finale, sublime, eccezionale. Quando tutto sembra ormai finito con il matrimonio, durante i titoli di coda… ecco le immagini della notte da leoni… CAPOLAVORO!
 


Il trailer del film

martedì 22 marzo 2011

The Horde


The Horde è un film francese. È un film di zombi. È vivace. Veloce. Splatter... Ma io mi chiedo: ma il cinema italiano, che in passato la faceva da padrone e ha insegnato a tutto il mondo, dove diavolo è finito?
Anche i francesi ci hanno affossato nell’oblio confezionando film di ogni genere migliori dei nostri.
Alcuni esempi: le commedie Il missionario, Giù al nord (rifatto in Italia col titolo benvenuti al sud, che tristezza), il poliziesco L’immortale, gli horror Alta tensione, Calvaire.
Questo The Horde, pur non avendo nulla di originale, è un film di genere confezionato ottimamente, con personaggi ben caratterizzati e con una regia attenta.
La storia è molto semplice e racconta di un gruppo di poliziotti che si intrufola nottetempo all’interno di un palazzo di circa 12 piani, base operativa di una banda criminale, per vendicare un loro compagno ucciso dalla banda. Arrivati all’ultimo piano vengono scoperti e catturati. Da quel momento scoppia il caos. Un ostaggio della banda che era stato ucciso ritorna in vita e li aggredisce. Criminali e poliziotti fuggono sul tetto del palazzo e si accorgono che intorno al palazzo è pieno di morti viventi e la città è contornata di incendi e distruzione. Criminali e poliziotti dovranno unire le forze per raggiungere i piani bassi del condominio.
La pellicola non aggiunge nulla al genere zombi, ormai è stato detto, scritto e filmato di tutto, ma il film è godibile e divertente. I suoi pregi sono un ritmo veloce e alcune scene sopra le righe. Una su tutte quella del poliziotto che, ferito, in piedi sul tetto di una macchina, circondato da una marea di zombi, spara ai morti gridando a squarciagola... Questa sequenza da sola vale la visione di The Horde.

sabato 12 marzo 2011

La Psichiatra di Wulf Dorn


“Non credere a nessuno.
Non fidarti nemmeno di te stesso.
Non cercare la verità.
Sarà la verità a trovare te.”



Ellen Roth è una psichiatra e si trova a dover curare una ragazza che ha subito violenze estreme, sia corporali che mentali da un individuo che chiama Uomo Nero. Il giorno successivo la ragazza sparisce dalla clinica senza lasciare tracce. Nessuno l’ha vista all’infuori di Ellen. Nel frattempo la dottoressa comincia a ricevere minacce dall'Uomo Nero in persona e da quel momento inizia un vero e proprio inferno, un viaggio allucinante che porterà Ellen all’interno di un vortice di violenza fino al drammatico finale.
Oramai questi tedeschi ci sono avanti praticamente in quasi tutto, dal sociale alla cultura. La psichiatra di Wulf Dorn è un thriller psicologico. E’ un romanzo notevole tanto è semplice e perfetto, una vera sorpresa. La struttura e il suo progressivo andare avanti con gli eventi sono perfettamente cadenzati. La scrittura è fluida, senza fronzoli e si lega perfettamente con la narrazione. Agghiacciante il finale per il carico di emozioni che riesce a trasmettere. Da leggere assolutamente.