mercoledì 3 giugno 2009

Uccidere o essere uccisi di Duane Louis Swierczynski


Finalmente! Un libro che ci voleva. Non che i libri letti prima di questo siano stati per me, noiosi. Niente affatto. Ma di "Uccidere o essere uccisi" ne avevo bisogno. Un libro veloce, diretto, ironico, tarantiniano. Narrativa d'intrattenimento, ok. Ma pura e onesta narrativa che scrive ciò che vede, senza fronzoli e che va diretta al nocciolo della questione.

Duane Louis Swierczynski è caporedattore del Philadelphia City Paper e autore di fumetti per la Marvel.

Al trentaseiesimo piano di un palazzo di Philadelphia si svolge una riunione aziendale straordinaria, di sabato mattina. La discussione termina quando il capo informa i suoi dipendenti, quattro donne e tre uomini, che l'azienda chiude i battenti e che ognuno di loro deve morire. Molto meglio non lasciare testimoni vivi. C’è di mezzo la CIA. Il palazzo è blindato e a ogni via d’uscita sono collegate bombe al gas nervino. Gli ascensori e i telefoni sono fuori uso, sono letteralmente bloccati dentro. L’unica scelta a disposizione dei convocati è quella di avvelenarsi con un micidiale cocktail o essere eliminati con un colpo di pistola alla tempia. La segretaria, a questo punto, da fuori di testa, recupera un'arma e uccide il capo. Si scatena l’inferno e fra colpi di scena, accoltellamenti, sparatorie comincia una lotta alla ricerca di una via di fuga.

3 commenti:

  1. mi aiutate???l'ho appena letto...o non ho capito il finale (intendo le ultime frasi) oppure è veramente assurdo :|

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  2. Io ho capito che la persona che parla da ultimo è Molly. E' un bel finale. E' un po' il succo di "Uccidere o essere uccisi" e della narrazione di Duane.

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